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Archivio News

La selva della memoria: la chioma

La selva della memoria

Una selva castanile (1) è una forma di gestione del castagneto finalizzata alla coltivazione di castagni da frutto.

La selva castanile
1 La selva castanile

Le varietà colturali
2 Le varietà colturali

L'età degli alberi
3 L'età degli alberi

La raccolta
4 La raccolta

In una delle selve castanili più antiche di Brinzio possiamo osservare alberi di castagno differenti per portamento e tipo di frutto prodotto, ossia appartenenti a diverse varietà (2), ottenute da alberi selvatici attraverso la tecnica dell'innesto.
Alcuni di questi alberi sono molto vecchi (3).
Nel periodo autunnale nelle selve venivano raccolte (4) le castagne destinate alla vendita e al consumo familiare.
Le castagne costituivano infatti un elemento essenziale nell'alimentazione delle popolazioni locali.
Dopo la seconda guerra mondiale le abbondanti raccolte subirono un arresto a causa del diffondersi di diverse malattie (5) del castagno.
Oltre alle malattie molti altri esseri viventi vivono "a spese" del castagno (6).


Le malattie
5 Le malattie
A spese del castagno
6
A spese del castagno
 

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Progetto Interreg IIIA: "La città del castagno" »

 

Torna in alto 1 - La selva castanile
Una forma di coltivazione del castagno da frutto era la cosiddetta "selva castanile" costituita da alberi sparsi, piantati in cerchio su prati da sfalcio e innestati con le diverse varietà locali. La distanza tra gli alberi era funzionale ad una crescita ottimale, evitando che le chiome entrassero in competizione per la luce. Queste selve però non fornivano solo castagne da frutto, ma permettevano di ottenere altre diverse produzioni, secondo una serie di operazioni che si susseguivano nelle diverse stagioni. Da questi fondi si otteneva infatti fieno (dallo sfalcio periodico dei prati), strame (foglie secche che servivano per la lettiera del bestiame), legna, funghi ed erbe alimentari e medicinali che venivano solitamente piantate o selezionate intorno alla selva.

Torna in alto 2 - Le varietà colturali
Tra le più importanti varietà locali di castagno da frutto utilizzate per gli innesti si ricorda:
- Russirö: con chioma espansa e taglia bassa, ha il riccio che a maturità si apre naturalmente.
- Venegòn: di taglia bassa, con numerose ramificazioni e chioma espansa. Il riccio a maturità lascia cadere al suolo le castagne.
- Piliscé: di precoce maturazione, con forte sviluppo verticale. Ha forma slanciata. Il riccio a maturità cade e successivamente si apre.
- Paié e Verdesa: a maturazione tardiva, chioma espansa e taglia medio-alta- Il riccio a maturità cade e solo successivamente si apre.

Torna in alto 3 - L'età degli alberi
Nel Parco sono presenti numerose piante secolari e per stabilirne l'età esistono diversi metodi.
In ambito selvi-colturale:
- Conteggio degli anelli annuali negli alberi tagliati (un anello corrisponde ad un anno)
- Utilizzo di un "succhiello di pressler", uno strumento che permette il prelievo di una piccola carota di legno su cui si contano i cerchi annuali di accrescimento.
Per definire l'età di una pianta sono necessari sia il diametro, ottenibile tramite "cavalletto dendrometrico", sia l'altezza, rilevabile tramite ipsometro (es. una pianta alta 12 m con diametro medio di 37 cm ha approssimativamente 40 anni).

Torna in alto 4 - La raccolta
Verso la fine di settembre le castagne cominciano a cadere. Era il momento, chiamato la croda, in cui cominciava la raccolta. Le castagne venivano raccolte a terra e messe nella besascia, un grembiule di canapa con una grossa tasca davanti: quando era piena si svuotava nei cesti messi sotto i castagni. Una volta pieni, i cesti si svuotavano in un gerlo messo in mezzo alla selva che veniva a sua volta rovesciato nei sacchi, successivamente caricati sui carri. Per i primi 15 giorni le castagne erano abbondanti e venivano raccolte a mano libera, successivamente venivano cercate tra le foglie prima con l'aiuto di un bastoncino a forcella, poi col ruspétt, un rastrello con un manico leggero in legno di nocciolo e denti durissimi in corniolo.

Torna in alto 5 - Le malattie
Il castagno è colpito da numerosi patogeni che compromettono il regolare decorso della sua vita.l maggiori danni sono causati da:
- Cancro corticale (Cryphonectria parasitica): il fungo, provocando fessurazioni corticali e disseccamenti dei rami, porta a morte la pianta.
- Mal dell' inchiostro (Phytophthora cambivora): il fungo sotto la corteccia provoca delle striature nerastre a forma di fiamma causando ingiallimenti e disseccamenti precoci di foglie e rami.

Torna in alto 6 - A spese del castagno
Molti invertebrati sopravvivono a spese del castagno nutrendosi di foglie, frutti e legno. Una delle specie più vistose è il sigaraio (Attelabus nitens) un coleottero di colore rosso vivo che all'inizio dell'estate incide e arrotola le foglie formando un nido dove depone le uova. Alla schiusura le larve troveranno cibo a sazietà. Più dannose per i frutti sono le larve di un altro coleottero, il balanino (Curculio elephas), e quelle di alcune piccole farfalle appartenenti alla famiglia dei tortricidi: le cidie. Sviluppandosi dentro le castagne queste larve ne divorano il contenuto testimoniando la loro presenza solo alla fine della loro crescita, quando abbandonano il frutto lasciando come ricordo un piccolo foro d'uscita.

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