Qui esploreremo l'ecosistema
"castagneto" imparando a riconoscere sia le
erbe, gli arbusti e gli alberi
più caratteristici (1), sia gli animali più frequenti (2).
Anche se l'albero di castagno è comune nei nostri
boschi, tanto da farci pensare che esso sia un elemento
tipico del nostro paesaggio, non dobbiamo dimenticarci
che probabilmente fu importato in Italia in epoca romana
come albero da frutto.
Applicando tecniche usate anche per gli altri alberi da
frutto, come quella dell'innesto, nel corso della storia
l'uomo ha selezionato diverse varietà di castagne,
differenti per forma, colore, sapore e altre
caratteristiche.
Nel laboratorio del bosco potremo approfondire tutti
questi argomenti, seguendo il percorso fatto dal castagno
dal luogo di origine
alle nostre montagne (3), osservando da vicino gli innesti (4) e
distinguendo le diverse varietà
di castagne (5). |
1
- Gli aspetti floristici del castagneto
Il castagno è una specie che è stata
ampiamente introdotta e favorita nei nostri boschi per il
suo interesse economico, cosicché attualmente la
troviamo dominante o accanto ad altre specie in numerosi
tipi di boschi collinari. Può vivere su pendii assolati
e secchi insieme alla betulla o accompagnare il frassino
maggiore nelle zone più umide, anche se solitamente
condivide le stesse esigenze ecologiche delle querce.
Infatti con l'azione dell'uomo i castagneti hanno spesso
sostituito antichi querceti. In questa zona del monte
Campo dei Fiori i castagni crescono su substrato
morenico, su versanti umidi e freschi. Qui 1'ombroso
sottobosco del castagneto è caratterizzato da numerose
felci, tra cui la felce aquilina e la felce femmina, il
mirtillo nero, l'erba lucciola e lo sparviere dei boschi. 2
- Gli aspetti faunistici
Al castagno sono legati moltissimi animali che
se ne servono come fonte di nutrimento o come rifugio.
Tra i primi si annoverano scoiattoli, ghiri, moscardini,
topolini selvatici e arvicole che, grazie ai forti denti,
si nutrono abbondantemente di castagne che trovano
direttamente a terra. Non solo i frutti sono ambiti dagli
animali: le api, ghiotte del nettare dei fiori del
castagno, da tempo immemore restituiscono un miele di
ottima qualità. Molti sono gli animali che trovano
rifugio nelle cavità dei castagni più grandi, tra cui
rapaci notturni come l'allocco o le piccole e frenetiche
cince. Anche i castagni deperienti sono ambiti: molte
larve di coleotteri quali i cerambicidi e i buprestidi si
nutrono del legno morto scavando gallerie all'interno di
tronchi e rami, mentre le larve dei cetonidi si
accontentano delle parti marcescenti. L'abbondanza di
larve lignivore richiama verso queste piante predatori
specializzati come il picchio rosso maggiore, che le
cattura scavando nel legno con il robusto becco.
3
- Il laboratorio nel bosco: le origini del castagno
Il castagno è attualmente una specie forestale
cosi tanto ampiamente diffusa nelle zone collinari di
Alpi e Appennino da farci pensare che sia una specie da
sempre esistita. In verità molti scienziati si sono
chiesti se essa sia una pianta autoctona oppure
introdotta. Alcune analisi paleobotaniche hanno infatti
mostrato che il castagno, presente in ltalia nel
Terziario, scompare durante l'ultima glaciazione e
ricompare solo in epoca romana, facendo dunque pensare ad
una introduzione operata dall'uomo. Le zone di
provenienza delle piante introdotte coincidevano
probabilmente con zone dei Balcani o dell' Asia
SudOccidentale dove la specie non fu interessata dalle
glaciazioni.
4
- Il laboratorio nel bosco: gli innesti
L'innesto eseguito da castanicoltori su piante
adulte, permette di riunire in un'unica pianta
caratteristiche interessanti di varietà distinte. Su un
fusto di una pianta selvatica (porta-innesto) si
inserisce con mastici e legature una o più parti (nesti)
di un castagno più produttivo per ottenere frutti di
maggiore qualità. I principali tipi sono:
- a spacco, realizzato su rami di
piccole-medie dimensioni, permette di introdurre 1 o 2
marze (parte di un ramo con gemma) a cuneo nel
porta-innesto dopo aver aperto su quest'ultimo uno
spacco.
- a corona, realizzato su rami di grosse
dimensioni, permette di introdurre da 3 a 8 marze dopo
aver realizzato tagli laterali nella corteccia lungo
tutto il perimetro del porta-innesto.
5
- Il laboratorio nel bosco: le varietà
Ogni varietà di castagne ha caratteristiche
proprie rispetto a colore, forma, dimensione e utilizzo
del frutto. Tra le principali troviamo:
- Russirö: la più utilizzata per l'
essiccazione e dal frutto fresco marrone-rossiccio molto
resistente. Era la più apprezzata sul mercato.
- Venegòn: destinata per il consumo
familiare, detta "la regina delle castagne" per
il suo sapore dolce, piccola e rossiccia.
- Verdésa: ideale per la conservazione
in ricciaia, di pezzatura media e colore marrone striato.
- Piliscé: di colore marrone scuro e
pezzatura grossa, è la prima a cadere.
- Paié: di colore marrone scuro e
apprezzata per la maturazione tardiva.
|