1
- Il trasporto
I prodotti del castagno venivano trasportati in
paese mediante carri di legno. I sacchi che contenevano
le castagne raccolte nella selva venivano caricati
all'interno di una grossa cesta di rametti intrecciati di
castagno, la griscia, della dimensione del
pianale del carro. I carri utilizzati erano di due tipi:
Uno munito di quattro ruote che serviva per il trasporto
di castagne, strame, fieno e legna in percorsi per lo
più pianeggianti. L'altro, chiamato barozza,
era un carro a due ruote, utilizzato per trasporti di
legname su forte pendio. All'ingresso del paese alla
parte posteriore della barozza venivano montate
due piccole ruote (carell) per evitare di
rovinare il selciato.
2 - Il saltott
Il saltott era un ingegnoso manufatto
posto al magine dei punti in cui iniziavano i percorsi
che dal paese salivano alle selve castanili. Era
costituito da uno scivolo che consentiva di rialzare il
carro facilitando lo smontaggio e il successivo montaggio
dei due ruotini posteriori (il carell) della
barozza.
3
- Il castell
I buoi che trasportavano i carri dovevano essere
ferrati. Per tener fermo il bue mentre il fabbro ferrava
gli zoccoli posteriori veniva usato il castell.
Si tratta di una particolare struttura in legno di
castagno simile ad un recinto, stretta, lunga e chiusa su
tre lati in cui si faceva entrare il bue che non poteva
in questo modo girarsi. Il tetto del castell era fatto in
lamiera e non in tegole che avrebbero potuto essere
divelte dallo scalciare dei buoi.
4
- Il fabbro
L'attività del fabbro (ur farèe) era
principalmente rivolta alla ferratura dei buoi e alla
costruzione e manutenzione dei vari pezzi in ferro che
servivano per assemblare il carro: chiodi, anelli e i
cerchioni in ferro che ricoprivano le ruote. Quando
questi ultimi erano consumati, venivano recuperati. Da
essi infatti venivano ricavati piccoli pezzi lunghi una
decina di centimetri con cui si forgiavano i ciapp,
i ferri con cui venivano rivestiti gli zoccoli dei buoi.
5
- La grà
Dopo la raccolta le castagne venivano essiccate
in un apposito edificio in muratura chiamato grà,
mediante affumicatura. La grà era divisa in due
piani da una griglia di assicelle di legno: su quello
superiore veniva disposto uno strato di castagne fresche,
mentre sotto, un fuoco ardeva per diversi giorni fino
alla completa essicatura dei frutti. Il fuoco era coperto
con segatura e cenere per aumentare la quantità di fumo
ed evitare che la fiamma bruciasse assicelle e castagne.
Una volta secche le castagne venivano sbucciate usando
una curiosa tecnica che consisteva nel battere con forza
le castagne sistemate in piccoli sacchi di canapa contro
un ceppo di legno. Successivamente il contenuto veniva
versato in un apposito vassoio (il vall) e
quindi ripetutamente lanciato in aria fino ad ottenere la
separazione delle bucce dal frutto.
6
- La macinatura
In passato, per la preparazione di polenta,
pane, minestre e tante altre ricette a base di castagne,
l'ingrediente principale era costituito dalla farina del
prezioso frutto. La farina si otteneva macinando
direttamente le castagne secche più piccole o quelle
già ridotte in frantumi, nei mulini tradizionali o in
appositi mulini per castagne. La produzione di questa
farina cominciò a perdere di importanza già a partire
dalla fine del settecento.
7
- La canapa
In una zona del paese denominata Canovali veniva
coltivata la canapa. Questa pianta era ampiamente
coltivata grazie alle sue lunghe fibre contenute nei
fusti ed utilizzate per ottenere un tessuto, la tela di
canapa. Questa veniva impiegata per la confezione di
abiti, tovaglie e strofinacci per la casa. Con la tela di
canapa si confezionavano anche la cosiddetta besascia,
un grembiule con una larga e capiente tasca che veniva
indossato per raccogliere le castagne, e i sacchi che
venivano utilizzati sia per il trasporto sia per la
battitura delle castagne secche. Per ottenere il filato
adatto alla tessitura le fibre contenute nei fusti
subivano diversi trattamenti, primo tra tutti la
battitura in seguito a macerazione dei fusti nel Lago di
Brinzio.
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