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Mercatino della Solidarietà a Brinzio
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Serate Mondiali a Brinzio
19/09/2008 @ 12:45 da Carlo.
Giovedì 25 e Venerdì 26 settembre 2008 Dalle ore 18.00 alle 24.00 (*) - I Mondiali degli anni passa...

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Archivio News

Brinzio: la civiltà del castagno

Brinzio, la civiltà del castagno

Nel cuore della civiltà del castagno, troviamo diversi segni, testimoni di un tempo in cui le attività e i luoghi erano indissolubilmente legati al castagno.

Il trasporto
1 Il trasporto

Il saltott
2 Il saltott

Il castell
3 Il castell

Il fabbro
4 Il fabbro

La grà
5 La grà

In autunno le castagne, una volta raccolte nelle selve, venivano trasportate in paese mediante carri di legno (1). Diverso era il caratteristico carro per il trasporto della legna, la barozza che, privato delle ruote posteriori, doveva essere riassemblato prima dell'ingresso in paese (2). l carri erano trasportati da buoi che venivano ferrati dal fabbro (4) in una struttura particolare chiamata castell (3). Le castagne raccolte venivano in parte vendute ed in parte trattate in diversi modi per poter essere conservate tutto l'anno. Il metodo più usato era l'affumicatura nella grà (5). Parte delle castagne essiccate veniva macinata (6) per ottenere della farina utilizzata come prezioso ingrediente nella preparazione di diversi cibi.
In paese si coltivava la canapa (7) che, una volta fatta macerare nel lago di Brinzio, forniva preziose fibre per tessuti con cui si realizzavano diversi manufatti, tra i quali la bèsascia, la bisaccia che ci si legava in vita per raccogliere più velocemente le castagne e il "sacco" l usato per la battitura delle castagne.

La macinatura
6 La macinatura
La canapa
7
La canapa
 

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La selva della memoria: la chioma »

 

Torna in alto 1 - Il trasporto
I prodotti del castagno venivano trasportati in paese mediante carri di legno. I sacchi che contenevano le castagne raccolte nella selva venivano caricati all'interno di una grossa cesta di rametti intrecciati di castagno, la griscia, della dimensione del pianale del carro. I carri utilizzati erano di due tipi: Uno munito di quattro ruote che serviva per il trasporto di castagne, strame, fieno e legna in percorsi per lo più pianeggianti. L'altro, chiamato barozza, era un carro a due ruote, utilizzato per trasporti di legname su forte pendio. All'ingresso del paese alla parte posteriore della barozza venivano montate due piccole ruote (carell) per evitare di rovinare il selciato.

Torna in alto 2 - Il saltott
Il saltott era un ingegnoso manufatto posto al magine dei punti in cui iniziavano i percorsi che dal paese salivano alle selve castanili. Era costituito da uno scivolo che consentiva di rialzare il carro facilitando lo smontaggio e il successivo montaggio dei due ruotini posteriori (il carell) della barozza.

Torna in alto 3 - Il castell
I buoi che trasportavano i carri dovevano essere ferrati. Per tener fermo il bue mentre il fabbro ferrava gli zoccoli posteriori veniva usato il castell. Si tratta di una particolare struttura in legno di castagno simile ad un recinto, stretta, lunga e chiusa su tre lati in cui si faceva entrare il bue che non poteva in questo modo girarsi. Il tetto del castell era fatto in lamiera e non in tegole che avrebbero potuto essere divelte dallo scalciare dei buoi.

Torna in alto 4 - Il fabbro
L'attività del fabbro (ur farèe) era principalmente rivolta alla ferratura dei buoi e alla costruzione e manutenzione dei vari pezzi in ferro che servivano per assemblare il carro: chiodi, anelli e i cerchioni in ferro che ricoprivano le ruote. Quando questi ultimi erano consumati, venivano recuperati. Da essi infatti venivano ricavati piccoli pezzi lunghi una decina di centimetri con cui si forgiavano i ciapp, i ferri con cui venivano rivestiti gli zoccoli dei buoi.

Torna in alto 5 - La grà
Dopo la raccolta le castagne venivano essiccate in un apposito edificio in muratura chiamato grà, mediante affumicatura. La grà era divisa in due piani da una griglia di assicelle di legno: su quello superiore veniva disposto uno strato di castagne fresche, mentre sotto, un fuoco ardeva per diversi giorni fino alla completa essicatura dei frutti. Il fuoco era coperto con segatura e cenere per aumentare la quantità di fumo ed evitare che la fiamma bruciasse assicelle e castagne. Una volta secche le castagne venivano sbucciate usando una curiosa tecnica che consisteva nel battere con forza le castagne sistemate in piccoli sacchi di canapa contro un ceppo di legno. Successivamente il contenuto veniva versato in un apposito vassoio (il vall) e quindi ripetutamente lanciato in aria fino ad ottenere la separazione delle bucce dal frutto.

Torna in alto 6 - La macinatura
In passato, per la preparazione di polenta, pane, minestre e tante altre ricette a base di castagne, l'ingrediente principale era costituito dalla farina del prezioso frutto. La farina si otteneva macinando direttamente le castagne secche più piccole o quelle già ridotte in frantumi, nei mulini tradizionali o in appositi mulini per castagne. La produzione di questa farina cominciò a perdere di importanza già a partire dalla fine del settecento.

Torna in alto 7 - La canapa
In una zona del paese denominata Canovali veniva coltivata la canapa. Questa pianta era ampiamente coltivata grazie alle sue lunghe fibre contenute nei fusti ed utilizzate per ottenere un tessuto, la tela di canapa. Questa veniva impiegata per la confezione di abiti, tovaglie e strofinacci per la casa. Con la tela di canapa si confezionavano anche la cosiddetta besascia, un grembiule con una larga e capiente tasca che veniva indossato per raccogliere le castagne, e i sacchi che venivano utilizzati sia per il trasporto sia per la battitura delle castagne secche. Per ottenere il filato adatto alla tessitura le fibre contenute nei fusti subivano diversi trattamenti, primo tra tutti la battitura in seguito a macerazione dei fusti nel Lago di Brinzio.

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