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Il Notiziario di Aprile 2009
18/04/2009 @ 13:20 da Carlo.
È in distribuzione in questi giorni, a tutti i residenti il numero di Aprile 2009 de "Il Notiziario ...

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Il Notiziario di Dicembre 2008
18/12/2008 @ 19:20 da Carlo.
È in distribuzione in questi giorni, a tutti i residenti il numero di Dicembre 2008 de "Il Notiziari...

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Archivio News (Altre News)
Mercatino della Solidarietà a Brinzio
06/12/2008 @ 14:59 da Carlo.
La manifestazione si svolgerà dalle ore 10 del mattino alle ore 19, all'interno dei cortili più cara...

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Serate Mondiali a Brinzio
19/09/2008 @ 12:45 da Carlo.
Giovedì 25 e Venerdì 26 settembre 2008 Dalle ore 18.00 alle 24.00 (*) - I Mondiali degli anni passa...

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Archivio News

Brinzio e le sue Castagne

Si era più o meno alla fine di ottobre e prima di iniziare l'ottava dei morti veniva effettuata la raccolta dell'obolo per la Chiesa e per il Sacerdote (la raccolta avveniva nel cortile dei Rizzitt prima ed in Grotta poi) venivano offerte non solo le castagne ma anche patate e fagioli. Le patate venivano ritirate, in cambio del loro valore di mercato, da famiglie di Brinzio che non avevano "messo il Campo".
I fagioli e le castagne erano vendute a Varese o ritirate direttamente dai commercianti (Il Ciliegione o Fungiat). I soldi ricavati dalla parte della Chiesa servivano per l'acquisto di candele, ostie, pagamento luce, ecc... della parrocchia, quella del sacerdote era per le varie ufficiature della settimana dei morti.
Dopo la raccolta ed il trasporto in paese, la sera, mentre la massera recitava il rosario e tutti rispondevano, si procedeva alla cernita delle castagne. Il sacco (dagli 80 ai 100 Kg.) veniva rovesciato sul grande tavolo e le castagne venivano così separate:
1° scelta: le più grosse, per regalo e per le bescotte o firun;
2° scelta: per la vendita;
3° scelta: per la grà (affumicatura)
4° scelta: per il bestiame (conigli o maiali)
Per la loro conservazione si poteva fare:
La Novena: le castagne sgranate venivano messe in una botte o mastello e coperte di acqua che doveva essere cambiata ogni giorno per nove giorni, poi dovevano essere lasciate asciugare e duravano per tutto l'inverno senza essere attaccate da larve.
Il Buco: si preparava nel terreno una fossa foderata di fogliame di castagno, si versavano appena raccolte e si ricoprivano di foglie ed uno stato di terra per evitare il congelamento.
Il Firun o Bescott: permettevano la conservazione sino alla primavera seguente. La castagna doveva essere lasciata appassire in lobbia alcuni giorni, rigirata regolarmente. Per i filoni: utilizzando un grosso ago per materassi con del filo, si formavano delle lunghe collane, quindi si accendeva il forno riscaldandolo bene, si spingevano le braci ai bordi del forno e si caricavano nel centro i filoni con le castagne appassite, lasciandole per circa un'oretta. Non era una vera e propria cottura, ma serviva a togliere completamente l'umidità dal frutto senza rovinarne la buccia. I filoni erano anche inseriti nel "Barusciun" degli emigranti che andavano in Francia e Svizzera a lavorare e, forse più del valore nutritivo, contava il "sapore di casa".

Affumicatura della castagna nella "GRÀ"
Alcune famiglie di Brinzio possedevano una Grà cioè un apposito sito ove affumicare le castagne, chi non la possedeva deviava la canna fumaria nel solaio o sottotetto ottenendo lo stesso risultato. Per questo si diceva che in Novembre i camini di Brinzio non fumavano. Ritorniamo però alla Grà, l'ambiente era composto di due vani: al piano terreno un locale col soffitto in Graticcio nel quale si accendeva un fuoco ricoperto costantemente di segatura in modo che producesse calore e fumo ma non fiamma viva. Sopra il graticcio si versavano le castagne, il quantitativo variava a seconda della grandezza della Grà, in alcune si potevano affumicare 15/20 q.li di castagne per volta. Il calore ed il fumo, passando attraverso i graticci, asciugavano completamente le castagne e davano loro un delicato senso di affumicatura.
Dopo 15/20 giorni occorreva procedere alla battitura (a castagna calda): ci si riuniva in più famiglie. I sacchetti di tela di casa, inumiditi per evitare che si spaccassero, venivano riempiti di castagne e quattro uomini a turno più uno che dava il tempo, procedevano alla battitura per staccare la buccia e la pellicola interna della castagna.

Luogo di essicazione (Grà)
Luogo di essicazione (Grà)

La battitura
La battitura

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